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Il seminario sulla riforma del lavoro organizzato dai CAT di AGCI Sicilia, svoltosi a Catania il 05 novembre 2012. L'articolo pubblicato sul Quotidiano di Sicilia

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CAPPADONA (AGCI): “BENE IL RECEPIMENTO DELLA DIRETTIVA SU PAGAMENTI ALLE IMPRESE, MA SERVONO MISURE PER COLMARE I DEBITI DELLE AMMINISTRAZIONI”

michelecappadona
“Un primo passo importante che accogliamo con grande soddisfazione”, così Michele Cappadona, presidente di AGCI Sicilia, sul congelamento dell’Iva al 4% per le Cooperative Sociali fino a Gennaio 2014, “ma non è ancora il momento di abbassare la guardia ed è anzi importante utilizzare questi mesi per lavorare insieme all’Unione Europea affinchè rimanga invariato quel 4%, per non gravare ulteriormente sui Comuni e sulle famiglie degli assistiti”, già pesantemente colpiti dalla crisi e dalle misure lacrime e sangue del governo dei tecnici. Soddisfazione anche per il recepimento della direttiva dell’UE sui pagamenti delle P.A. alle Imprese, che adesso non possono superare i 30 giorni di ritardo, 60 giorni per alcuni casi eccezionali. “Una misura” – continua Cappadona – “che può significare una boccata d’ossigeno per le tante Imprese che vantano crediti nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni”. Un mancato introito per un ammontare complessivo che si aggira attualmente attorno ai 100 miliardi di euro, ma che interesserà i pagamenti esigibili dal Gennaio 2013. “Resta appunto da capire” – conclude Michele Cappadona - “sul come ci si muoverà sulla questione dei ritardi sui pagamenti antecedenti a quella data, attendiamo ancora misure di compensazione che il Governo ha più volte annunciato, ma di cui ancora non abbiamo visto concreta applicazione”.
 

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PROGRAMMA ASSEMBLEA 60° AGCI

Programma

 

Agci Sicilia: " No all'aumento dell'Iva per le coop sociali"

giornaledisicilia56

C’è una norma, proposta dal governo Monti, che sta passando quasi inosservata nelle more della nuova legge di stabilità. Ma che graverà come un macigno sulle fasce più deboli della popolazione, riducendo drasticamente servizi scolastici e soprattutto il settore dell’as- sistenza ad anziani e disabili. Si tratta della norma che, a partire dal prossimo gennaio, elev- erà dal 4 al 10 per cento l’Iva sulle prestazioni sociali e assistenziali. Un aumento record del 150 per cento che colpirà tutti: i comuni, che de- vono ancora saldare i debiti con le cooperative sociali per le prestazioni degli anni passati; le co- operative sociali, che proprio a causa di quei debiti sono oggi in ginocchio; le famiglie, che si vedranno tagliare drasticamente i servizi di as- sistenza. Secondo i primi calcoli, la nuova norma comporterà una riduzione di circa 500 milioni di euro, di cui due terzi verranno tolti ai comuni e il resto alle famiglie. Come ben si comprende, si tratta di un attacco frontale al welfare. Un at- tacco che rischia di portare al definitivo collasso del settore, trascinando nel baratro cooperative, lavoratori e famiglie.
Già, perché l’aumento dell’Iva arriva nel bel mezzo di una crisi nera per il welfare. Nel 2012, il fondo nazionale per le politiche sociali è stato ridotto di 11 milioni, un taglio che ha peggiorato la già grave situazione economica dei comuni, che non riescono più a saldare i debiti accumu- lati con le imprese per le prestazioni effettuate. Lo stesso dicasi per le Asl, anche loro insolventi, che quest’anno si sono viste ridurre i trasferi- menti del 5 per cento e che nel 2013 dovranno fare i conti con un taglio al budget di un altro 10 per cento. «Di fatto – dice Michele Cappadona, presidente dell’Agci Sicilia – le cooperative sociali atten- dono da ben 3 anni il pagamento di fatture rela- tive ai servizi espletati a favore di disabili, minori e anziani. Solo in Sicilia, i debiti accu- mulati dalla pubblica amministrazione nei con- fronti delle imprese superano i 3 miliardi di euro.

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