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Insieme per il rilancio Ibleo - 14 Genniao 2012 Ragusa

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ECONOMIA, MICHELE CAPPADONA (AGCI SICILIA): “GRAVE LO STOP A DIRETTIVA UE SUI RITARDI NEI PAGAMENTI”

michelecappadona
“Uno schiaffo alle piccole e medie imprese, a partire da tutte quelle cooperative sociali messe in ginocchio dai comuni morosi”. Così Michele Cappadona, presidente dell’Agci Sicilia, commenta la decisione del governo di eliminare dalla legge comunitaria 2011 il recepimento della direttiva Ue sui ritardi dei pagamenti da parte della pubblica amministrazione. Secondo questa direttiva, nei contratti con le imprese la pubblica amministrazione è tenuta a pagare le fatture entro 30 giorni, prorogabili al massimo a 60. “La direttiva permetterebbe, soprattutto in questo momento di crisi, di dare ossigeno a migliaia di imprenditori e lavoratori – continua – Inoltre, renderebbe giustizia agli operatori del terzo settore, che, nonostante ritardi nel pagamento degli stipendi anche di 24 mesi, hanno continuato a sostenere sulle loro spalle il peso dell’assistenza sociale nel Paese. Un sacrificio mortificato ancora una volta dalla politica”.
 

Agci Sicilia, da sempre al fianco delle cooperative

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Nel nostro viaggio nel mondo delle cooperative,che si chiude con questo contributo, abbiamo affrontato i temi legati alla crisi economica e alla malaburocrazia. Tra i tanti elementi di criticità, abbiamo visto come le imprese soffrano per la carenza di servizi da parte degli enti pubblici e per il sempre più complicato accesso al credito.“Due difficoltà su cui da tempo – dice Michele Cappadona, presidente dell’Agci Sicilia – abbiamo investito, attraverso convenzioni e strumenti che abbiamo messo a disposizione dei nostri associati”.Tra le convenzioni, c’è quella firmata da pochi mesicon Banca Prossima, banca del gruppo Intesa Sanpaolo dedicata esclusivamente al mondo del terzosettore. Nel giro di poco tempo, questa convenzione ha permesso di aprire pratiche per un valore di ben 2 milioni di euro. “Si tratta di denaro che è servito a salvare numerose cooperative sociali - spiega Michele Cappadona - Questo è un momento particolarmente delicato per il terzo settore siciliano. I comuni non pagano e c’è la stretta creditizia....
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Dal Durc a Equitalia, storie di ordinaria malaburocrazia

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Felice dopo un brutto periodo di magra peravere finalmente ottenuto un appalto, Silvano si erapresentato di primo mattino al Comune con la bustaappena arrivata e contenente il Durc, il documentounico per la regolarità contributiva. Non l’avevaancora aperta, sicuro com’era di essere in regolacon tutti i pagamenti. Silvano si vide restituire lecarte dal responsabile del procedimento. Cos’erasuccesso? L’Inps aveva annotato un’irregolarità perpresunti debiti relativi al 2007. Eppure, dal 2007 inpoi, di Durc regolari ne aveva ricevuti ben 12. Si scoprì più tardi che questi debiti non esistevano. L’Inps aveva commesso un errore per colpa delquale Silvano aveva perso il lavoro e di conseguenzai suoi dipendenti.“Di storie come questa è costellato il mondo dell’imprenditoria italiana – dice Michele Cappadona,presidente dell’Agci Sicilia - Vicende paradossali,dove chi rispetta la legge si ritrova a pagare colpeche non sono sue”. Perché più che la legge, contala sua applicazione....

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Agci Sicilia al governo: "Subito misure anticrisi"

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Nell’arco di un ventennio la Sicilia ha vistoscomparire 350 mila ettari di superficie coltivata.Per avere un’idea, si tratta una superficie pari aquella della provincia di Catania. Un enorme buconero dove un tempo crescevano frutteti, ulivi, vignee grano. E con essi, aziende e lavoro.
E’ questo uno dei tanti dati che servono a fotografarela crisi dell’agricoltura siciliana. Una crisi cheha radici lontane, ma che negli ultimi tempi si è andataincancrenendo per effetto di diversi fattori.«Gli agricoltori siciliani – dice Michele Cappadona,presidente dell’Agci Sicilia - si sonoritrovati schiacciati da un lato dall’aumento deicosti di produzione e dall’altro dalla contrazionedel valore della produzione. Una tenaglia micidiale,che ha messo in ginocchio il settore».
Per avere un’idea, tra il 2005 e il 2010 si sono avutiaumenti del 30 per cento del costo dei fertilizzantie del 22,4 per i mangimi, mentre solo nei priminove mesi del 2011 il costo del carburante è aumentatodel 10,6 per cento.....

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